LOFT MSSC

Milan, 2014


Quella che un tempo era un’officina meccanica nella periferia ovest di Milano oggi è una grande residenza inondata di luce, accogliente e al tempo stesso funzionale come solo gli spazi industriali sanno essere. 
Una scenografica residenza su quattro livelli, con un sotterraneo adibito a zona fitness e relax e il piano terreno dedicato agli spazi dell’abitare: un grande living a tutta altezza illuminato da shed, la zona pranzo aperta sulla cucina e in vista del giardino, una più avvolgente zona notte. Ai livelli superiori invece, uno studio soppalcato sulla zona notte, affacciato sul living, e più su, attraverso una bussola d’acciaio e vetro, il piano terrazzato. Una spazialità concepita attorno a uno speciale elemento generatore: l’ampio scalone semicircolare posto all’ingresso dell’abitazione e aperto sul living.
Un’architettura nell’architettura realizzata con calamina nera (acciaio ossidato) e gradini di rovere, elemento di connessione tra i due livelli, luogo di relazione durante i ricevimenti, quinta che scherma la zona notte padronale e persino ripostiglio (ricavato nella sua sagoma avvolgente). Dunque, una gradinata “teatrale” pensata per permettere differenti visioni sugli ambienti di questa elegante abitazione dalle pareti blu chiaro, lo stesso colore ripreso nella copertura ritmata da scure travi reticolari metalliche, e dalle grandi vetrate di tipo industriale addolcite dalla inusuale sagoma ad arco.
Nella zona notte domina un’atmosfera di suggestiva penombra enfatizzata dall’effetto delle pareti tinteggiate con due diverse nuance di grigio scuro in contrasto con la presenza di pochi arredi essenziali, chiarissimi come il letto di alluminio disegnato da Bruno Fattorini per MDF e la poltrona Sign Matt di Piergiorgio Cazzaniga (anch’essa MDF), illuminata da una sofisticata lampada vintage. Il soffitto è di lamiera grecata chiara, mentre a terra il parquet di rovere cede il passo a un grès scuro Mews prodotto da Mutina. In assoluta continuità con il resto della casa, anche se qui tutto è più privato e intimo. Spazi di intensa relazione tra dettagli del passato e cenni del presente, in bilico tra l’eroica tradizione industriale e l’essenziale fascino di una scena teatrale, quella della quotidianità dell’abitare.


ABITARE 583 -  Maria Vittoria Capitanucci


Author: Elena Cerizza
Team: Caterina Pilar Palumbo, Alberto Straci
Photographs: Caterina Pilar Palumbo
Construction: GS Costruzioni

SUPPLIERS OF DESIGN WORKS AND MATERIALS
Custom-made furniture and structures: Arredamenti Carugati